Capitan Seniu (1912) è una commedia martogliana poco rappresentata, eppure degna d’interesse.

Il protagonista, Seniu, è un anziano capitano di golette ormai benestante, un self made man, circondato da una sorella e da due nipoti, alle prese con costanti dissapori familiari diventati ormai un modus vivendi. Col suo carattere burbero potrebbe appartenere alla famiglia de I rusteghi (acutamente il politico Vittorio Emanuele Orlando aveva definito Martoglio “il Goldoni siciliano”).

La famiglia è composta da un fratello e una sorella celibi e da due giovani nipoti cugini tra di loro, orfani adottati. Tanto gli anziani che i giovani, avrebbero tutto per essere felici: benessere, prosperità, un futuro assicurato, eppure la loro convivenza è attraversata da tensioni che sono fonte inesauribile di liti, di contrasti, di spaccature interne al nucleo familiare che hanno prodotto partiti trasversali alle generazioni rappresentate, zio e nipotina contro zia e nipote.

In condizioni simili, molto concrete e sperimentabili nella vita di tutti i giorni, i casi sono due: o la famiglia esplode e si disgrega, oppure occorre stipulare un nuovo patto, trovare un nuovo equilibrio che ripristini almeno temporaneamente l’armonia reciproca tra singoli e tra generazioni; questo secondo caso è proprio ciò che accade nel finale del Capitan Seniu.