Sperduti Nel Buio Locandina

Sperduti nel Buio, scritto da Nino Bellia e diretto da Elio Gimbo, è stato lo spettacolo più importante del 2018.

Si parte da un’immagine: Nino Martoglio, nel fondo della tromba dell’ascensore in cui qualcuno vigliaccamente lo ha appena spinto, si risveglia in un “mondo di sotto” in preda ad un’amnesia. Qui viene accolto da Procopio e Cicca Stonchiti, i figli più emblematici del suo teatro, veri e propri personaggi bandiera, creature poetiche scaturite da un sottoproletariato cittadino incapace, allora come oggi, di farsi carico di un riscatto storico e politico all’interno dell’assetto sociale esistente; insieme a loro è Peppenino, maschera comica dell’Opra dei pupi catanese ed omologo dei primi due nell’universo teatrale della Marionettistica dei Fratelli Napoli.

Questo insolito terzetto avrà il compito di accompagnare l’autore in un viaggio nell’Inferno di Catania alla ricerca della propria memoria smarrita: incontreranno anime di persone e di luoghi, fantasmi immateriali fatti di luce e ombra.

Alla fine del percorso Nino Martoglio, riprendendosi la memoria, si trasfigurerà in un Pippo Fava intrappolato nello stesso Inferno.

C’è stato il desiderio di riscattare Martoglio da pregiudizi relativi ad una trita “sicilitudine”, palla al piede delle dinamiche culturali. Questo pregiudizio però colpisce l’obiettivo sbagliato: non è Martoglio il problema, ma la vulgata ideologica che della sua opera è arrivata a noi e che ancora si perpetua nel teatro catanese.

Martoglio e Fava, Nino e Pippo, bandiere di questa città; fari che qualcuno s’incarica puntualmente di spegnere. Fiori dentro l’inferno.